Acufene: approfondimenti

Prima visita otorinolaringoiatrica per escludere patologie auricolari, muscolari del collo o della articolazione temporo-mandibolare.

Inquadramento storia clinica per orientarsi e valutare la gravità del sintomo.

Esami audiologici: audio-impedenzometria dedicata, otoemissioni acustiche, altri. Da questo primo step emergono distinzioni circa acufene soggettivo o oggettivo.

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Acufene pulsante: arterioso o venoso, la diagnosi va supportata da ulteriori esami:

  • cardiovascolari;
  • ecodoppler tronchi sopra aortici;
  • angiografia;
  • angio RMN per escludere malformazioni artero-venose, stenosi carotidee, ipertensione benigna endocranica (BIH),etc.

Acufene non pulsante: rumore di fondo continuo,vanno valutate le  componenti associate

  • vertigine (mal Meniere, idrope endolinfatica, compressioni micro vascolari, neurinomi);
  • mal di testa importanti (BIH, malformazioni cerebrali, lesioni occupanti spazio);
  • componente psichiatrica (depressione, ansia, etc) da valutare con collega psichiatra;
  • acufene somatosensoriale (collo, articolazione temp-mandib., ricerca di punti trigger, posizioni particolari collo, spalle),da valutare con fisiatra;
  • acufeni post traumatici: da valutare collo, fistole perilinfatiche ,concussione cocleare, baro trauma, epilessia post traumatica, frattura osso petroso.

Alla fine di questa indagine diagnostica supportata,  se necessario, da specialisti o esami particolari, si dovrebbe evidenziare una causa che lega l’acufene  ad un evento causale, che va trattato.
Se non si evidenzia la causa, si inizia comunque un trattamento che va tagliato sul singolo paziente: stimolazione uditiva, terapia comportamentale, farmaci, neurofeedback, etc.